Tracce di micotossine e antibiotici nel latte

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Il gruppo di ricerca coordinato da Alberto Ritieni del Dipartimento di Farmacia Federico II ha rilevato tracce di antibiotici e altre sostanze anomale nel latte in commercio. Il risultato è un paper pubblicato sulla prestigiosa rivista Journal Dairy Science


Il gruppo di ricerca coordinato dal prof. Alberto Ritieni e composto da personale Federico II (Luana Izzo, Giulia Graziani e Anna Gaspari del Laboratorio di Chimica degli Alimenti del Dipartimento di Farmacia) e dell’Università di Valencia in Spagna per una ricerca che rilevi tracce di antibiotici e altre sostanze anomale nel latte in commercio. Il risultato è un paper pubblicato sulla prestigiosa rivista Journal Dairy Science (https://doi.org/10.3168/jds.2019-17277) in cui viene evidenziata la presenza di sostanze farmacologicamente attive (perlopiù a uso veterinario) in 56 campioni di latti commerciali. Alimento fondamentale nell’alimentazione umana, specie dei bambini per il loro accrescimento, il latte implica un’attenzione particolare ai parametri di utilizzo dei farmaci veterinari previsti per la salute degli animali che producono. La mancata vigilanza potrebbe significare esposizione a molecole indesiderate. La ricerca italo-spagnola descrive un nuovo protocollo per identificare contemporaneamente 24 residui farmacologici, nonché 30 fra le micotossine tipiche della matrice lattea. L’analisi viene condotta mediante l’uso di cromatografia liquida ad altissime prestazioni associata ad una spettrometria di massa ad alta risoluzione (UHPLC-Q-Orbitrap HRMS).

I campioni dell’alimento, estratti con una procedura QuEChERS, hanno evidenziato residui indesiderati nel 49% dei campioni (considerata una forbice compresa tra 0.007 e 4.530 ng/mL). Le micotossine ricercate invece non sono state rilevate in misura al di sopra dei limiti di rivelabilità strumentale. Pur essendo tutti i campioni conformi ai limiti di legge (Regolamento CE n. 37/2010), le analisi evidenziano fino a sette residui in tracce di farmaci appartenenti alle classi: antibiotici, corticosteroidi, FANS, antielmintici e antiprotozoici. In particolare, tra l’amoxicillina risulta presente in 10 campioni (intervallo tra 1.200 e 1.680 ng/mL) e in un solo campione vi erano tracce di benzilpenicillina procaina appena superiore al limite stabilito di 4 ng/mL. La copresenza di residui veterinari nello stesso campione alimentare produce un effetto additivo se non addirittura sinergico. L’analisi untarget ha permesso di identificare ulteriori antibiotici e farmaci dimostrando che una matrice alimentare così delicata come il latte, può amplificare scenari di resistenza agli antibiotici molto pericolosi per le fasce di popolazione più fragili. Il nuovo metodo analitico, robusto, veloce, versatile e applicabile a 54 differenti principi tossicologicamente attivi, si candida come strumento privilegiato per un monitoraggio continuo e sensibile della filiera produttiva del latte cercando di abbattere i rischi di esposizione sub-cronica per neonati e bambini.


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